Antichi sentieri sul Gran Paradiso

Nel programma dedicato all’alpinismo “Bergauf-Bergab” della Bayerischer Rundfunk, è stato trasmesso un film sul Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il tema centrale è: l’uomo deve poter mettere piede in ogni luogo del mondo? La risposta viene espressa in modo simbolico: il Monveso di Forzo dovrebbe essere proclamato «montagna sacra», un luogo che, nel corso del cambiamento culturale e per rispetto verso la natura, non dovrebbe più essere calpestato – per ora su base volontaria, senza alcun divieto ufficiale.

Antichi sentieri sul Gran Paradiso
È uno dei parchi nazionali più antichi delle Alpi: il Gran Paradiso. L’ex riserva di caccia del re, che si estendeva attorno alla famosa montagna omonima, era inoltre l’unico luogo in cui l’ucco alpino è sopravvissuto. 

Come punto di partenza di una lunga escursione, il team di Bergauf-Bergab sceglie una vetta di tremila metri sconosciuta ma suggestiva: il Monveso di Forzo. Un gruppo di abitanti della Val Soana, a sud del Parco Nazionale, vorrebbe renderlo una montagna «sacra» e quindi off-limits – come simbolo del fatto che l’uomo non deve necessariamente poter accedere a ogni luogo. Così l’escursione inizia con gli abitanti italiani della Val Soana e prosegue poi lungo sentieri selvaggi e solitari passando per la località di Cogne, all’interno del Parco Nazionale. Attraversando il Parco Nazionale del Gran Paradiso, si raggiunge la Punta Rossa della Grivola, a 3.600 metri di altitudine. Si passa accanto a laghetti blu, attraverso ampi altipiani e su montagne rocciose. Lungo il percorso, la troupe incontra la gente del posto a valle e nei rifugi e, naturalmente, anche gli stambecchi, che sono diventati l’animale simbolo per antonomasia delle Alpi. 


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